Disturbo Bipolare: i Traumi Infantili hanno un Impatto su Amigdala e Ippocampo

Amigdala - Disturbo Bipolare e Traumi Infantili

Il trauma infantile influenza i volumi di materia grigia nell’amigdala e nell’ippocampo in modo diverso nei pazienti con disturbo bipolare rispetto alle persone sane, secondo uno studio pubblicato su Bipolar Disorders.

 “I pazienti con disturbo bipolare hanno una riduzione globale dei volumi di strutture di materia grigia profonda rispetto alle persone sane”, ha affermato il dottor Gianfranco Spalletta, psichiatra e neuropsichiatra, direttore del Laboratorio di Neuropsichiatria della Fondazione Santa Lucia di Roma, in un’intervista con Psychiatry Advisor. “Tuttavia, il trauma infantile modula l’impatto della diagnosi, in particolare sulle strutture di amigdala e ippocampo.”

Lo studio ha valutato 105 pazienti con disturbo bipolare di tipo 1 (BP-I) o disturbo bipolare di tipo II (BP-II), diagnosticati secondo i criteri del DSM-IV-TR e 113 persone sane. Tutti i pazienti sono stati reclutati presso l’Ospedale Sant’Andrea e la Fondazione Santa Lucia di Roma, e hanno ricevuto un trattamento farmacologico per almeno 6 mesi prima dell’inizio dello studio. Una breve versione del Questionario sul Trauma Infantile è stata utilizzata per registrare la storia del trauma infantile. Le immagini dell’intero cervello sono state ottenute utilizzando la risonanza magnetica ad alta risoluzione. Le caratteristiche socio-demografiche e cliniche di 6 gruppi di studio (BP-I, BP-II e persone sane, con o senza trauma infantile) sono state confrontate e registrate.

I ricercatori hanno osservato una riduzione dei volumi di materia grigia profonda nei pazienti con BP-I e BP-II rispetto ai controlli sani (persone sane). Tuttavia, il trauma infantile ha modulato gli effetti del disturbo bipolare sull’amigdala e sull’ippocampo, le regioni del cervello coinvolte nella risposta allo stress e nell’elaborazione delle emozioni. Il trauma infantile è stato associato ad un aumento dei volumi di materia grigia in queste regioni nei pazienti con disturbo bipolare e alla riduzione dei volumi bilaterali in controlli sani.

“L’amigdala e l’ippocampo fanno parte della stessa rete neurale implicata nella risposta allo stress e nell’elaborazione emotiva; in particolare, l’ippocampo inibisce la corteccia prefrontale ventromediale, che libera l’amigdala dalla sua stessa inibizione “, ha spiegato il dottor Spalletta. “Di conseguenza, l’attivazione dell’ippocampo può essere associata all’attivazione dell’amigdala e l’atrofia può essere l’effetto finale di un’attività neurotossica elevata di queste due strutture”, ha aggiunto.

L’età e il livello di istruzione non differivano significativamente nei 6 gruppi di studio. Tuttavia, sono state osservate differenze significative nel sesso e nei sintomi maniacali, depressivi, d’ansia, nonché nell’uso a vita di antipsicotici.

Il dottor Spalletta spera che queste scoperte aiuteranno a considerare sempre di più l’importanza degli effetti del trauma infantile su condizioni psichiatriche come il disturbo bipolare.

“Il maltrattamento infantile è stato associato a anomalie cerebrali strutturali e funzionali a lungo termine, alterazioni della neurochimica e di altri fattori neurobiologici”, ha sottolineato e ha aggiunto: “gli eventi traumatici dell’infanzia sono segnalati con più frequenza nei pazienti bipolari rispetto ai controlli sani, con un alto tasso di prevalenza (abuso e abbandono infantile sono stati segnalati dal 51% dei pazienti con disturbi bipolari). “

Pertanto, il dottore Spalletta ritiene che “la valutazione del trauma precoce debba essere definitivamente incluso nella valutazione clinica dei pazienti con disturbi psichiatrici”. In termini pratici, egli ritiene che “i medici dovrebbero avere un manuale di riferimento incentrato specificamente sul trauma infantile in psichiatria per affrontare correttamente un trattamento farmacologico / psicoterapico / riabilitativo “, poiché ” considerando il trauma infantile, infatti, si può davvero fare la differenza tra la cura dei sintomi e il trattamento dei disturbi psichiatrici”.

Articolo di riferimento in inglese

3 commenti

Rispondi