Invalidità per disturbo bipolare: tutto quello che c’è da sapere

Invalidità per disturbo bipolare

Chi soffre di disturbo bipolare e quindi è affetto da una minorazione psichica può ottenere la certificazione di invalidità civile, di handicap delle capacità lavorative:

• legge 118/71: accerta l’invalidità civile e riconosce una percentuale di invalidità:

  • disturbo bipolare I (deficit lieve): dal 51% al 60%;
  • disturbo bipolare I (deficit moderato): dal 61% all’80%;
  • disturbo bipolare I (deficit grave): 100%;
  • disturbo bipolare II e disturbo bipolare SAI (deficit lieve): 45%;
  • disturbo bipolare II e disturbo bipolare SAI (deficit moderato): 60%

• legge 104/92: accerta lo stato di handicap. A seconda del grado di handicap la persona consegue il diritto di ottenere diversi benefici e percorsi di priorità nell’accesso alle risorse;

• legge 68/99: accerta le capacità lavorative, per l’iscrizione alle liste di collocamento obbligatorio delle persone aventi residue capacità lavorative.

La Legge 104/92, articolo 3), comma 1), stabilisce:

“È persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione”.

La Legge 104/92, articolo 3), comma 3), stabilisce:

“Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l’autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quello di relazione, la situazione assume connotazione di gravità. Le situazioni riconosciute di gravità determinano priorità nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici”.

L’invalido civile è quella persona affetta da minorazioni fisiche o psichiche congenite o acquisite non derivanti da cause di guerra, lavoro o servizio. (L. 118/71 e L. 482/68).

L’accertamento della condizione di invalidità civile è effettuata da una commissione operante presso l’ASL del territorio di residenza del richiedente. A seguito della visita medica la Commissione ASL stabilisce la percentuale di invalidità, sulla base di apposite tabelle che raccolgono le patologie più diffuse, e la riporta su un verbale. A tale invalidità corrispondono determinati benefici, tra cui anche alcuni sussidi economici, l’esenzione dal ticket e l’iscrizione alle liste di collocamento obbligatorio.

Presentazione della domanda di invalidità e documentazione necessaria

1- Il tuo psichiatra ti deve redigere una relazione dettagliata sul tuo stato di salute. Il certificato medico deve attestare la natura dell’infermità invalidante e la relativa diagnosi deve essere espressa dal medico con chiarezza e precisione, in modo da consentire l’individuazione dell’infermità che, per la sua particolare gravità, determina la totale incapacità lavorativa o che, per la sua media o minore entità, determina invece la riduzione di tale capacità.


2- Con questa relazione vai dal medico di base, il quale inoltra la domanda all’INPS per via telematica.

3- Vai con i documenti che ti rilascia il medico di base ad un qualsiasi patronato. Loro si occupano della parte cartacea. Prima di essere chiamato a visita raccogli tutta la documentazione clinica in tuo possesso: se hai avuto ricoveri, se sei stato al pronto soccorso ecc.

Il DPR 618/94 sancisce che la convocazione per la visita deve avvenire entro tre mesi dalla data di presentazione della domanda. Nel caso la commissione medica non fissi la visita di accertamento entro il citato termine, è possibile presentare una diffida all’Assessorato Regionale alla Sanità che provvederà a fissare la data per la visita entro nove mesi dalla data di presentazione della domanda. Se questo non accade (silenzio rigetto) si può ricorrere al giudice ordinario.


4- La commissione ti convocherà per la visita di accertamento dove porterai la relazione dello psichiatra e se hai altri documenti clinici. Durante la visita di accertamento puoi farti assistere dal tuo psichiatra, nel caso in cui tu sia impossibilitato a presentarti personalmente per documentati motivi di salute, la Commissione medica disporrà una visita domiciliare che può essere richiesta anche da un famigliare convivente.

5- L’ASL ti trasmette il verbale che riporta l’esito per posta raccomandata entro circa 3 mesi dalla visita.

Ricorsi

Nell’ambito dell’invalidità civile si possono presentare ricorsi sia contro i pareri sanitari sia contro quelli amministrativi.

1. Ricorso contro il parere sanitario: se non si condivide il parere sanitario espresso dalla commissione medica dell’ASL, è possibile presentare ricorso solo in via giurisdizionale, entro sei mesi dalla data di ricevimento del verbale della visita di accertamento di invalidità. Dal 1° gennaio 2005, infatti, non è più possibile presentare ricorso amministrativo presso la commissione medica superiore del Ministero dell’economia e delle finanze. Se il ricorso viene respinto dal giudice, chi lo presenta è tenuto al pagamento delle spese processuali, qualora nell’anno precedente a quello della scadenza avesse un reddito imponibile (comprensivo dei redditi esenti da Irpef) superiore ai limiti stabiliti dalla legge.

2. Ricorso contro il parere amministrativo: nel caso in cui, dopo l’accertamento dell’invalidità, la regione d’appartenenza o l’ente da questa delegato (INPS, ASL o Comune) si rifiuti di pagare la prestazione economica concessa per mancanza dei requisiti amministrativi (superamento dei limiti di reddito, di età ecc.) si può presentare ricorso all’ente che ha emanato il provvedimento, indirizzandolo al Comitato provinciale dell’INPS territorialmente competente. Il ricorso va presentato in carta semplice entro 90 giorni dal ricevimento della lettera con la quale è stato comunicato il rifiuto. Trascorsi 90 giorni dalla presentazione del ricorso ci si può rivolgere al giudice ordinario.

Domanda di aggravamento

Chi ha ottenuto il riconoscimento di invalido civile può presentare richiesta di aggravamento. La procedura è come quella prevista per la prima visita. In questo caso, alla documentazione va aggiunta la copia del verbale della prima visita. Qualora sia stato attivato il ricorso al giudice ordinario, la domanda di aggravamento può essere presentata soltanto dopo la definizione del ricorso stesso, se negativo. Il richiedente deve sapere che la Commissione valuterà il quadro clinico attuale e quindi il riconoscimento della relativa percentuale sarà direttamente correlato al miglioramento o aggravamento delle condizioni sanitarie, per questo motivo è importante che il medico che certifica la patologia ponga l’accento sulle condizioni che ne hanno causato un peggioramento, descrivendole dettagliatamente. Ne consegue che la percentuale ottenuta nella prima visita potrà essere aumentata o diminuita.

Benefici per soggetti invalidi con età compresa tra i 18 ed i 65 anni e 3 mesi:

Percentuale di invalidità civile uguale o superiore al 35%:

Concessione gratuita di ausili protesici, in genere limitatamente alle patologie indicate nel verbale di invalidità;

Percentuale di invalidità civile superiore al 45%:

ANCHE iscrizione liste del collocamento mirato (legge 68/99);

Percentuale di invalidità civile uguale o superiore al 67%:

ANCHE esenzione dal ticket per visite specialistiche, esami ematochimici e diagnostica strumentale;

Per i dipendenti pubblici ANCHE IL diritto di usufruire dei benefici dell’art. 21 della legge 104/92 che così recita:

1. Precedenza nell’assegnazione di sede.
2. La persona handicappata con un grado di invalidità superiore ai due terzi o con minorazioni iscritte alle categorie prima, seconda e terza della tabella A annessa alla legge 10 agosto 1950, n. 648, assunta presso gli enti pubblici come vincitrice di concorso o ad altro titolo, ha diritto di scelta prioritaria tra le sedi disponibili.
3. I soggetti di cui al comma 1 hanno la precedenza in sede di trasferimento a domanda.

Gli studenti universitari con invalidità pari o superiore al 66% riconosciuti soggetti con handicap (legge 104/92), hanno diritto ANCHE all’esenzione totale dalle tasse e dai contributi universitari così come previsto dal comma 1, art. 8, del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 aprile 2001:

“Le università esonerano totalmente dalla tassa di iscrizione e dai contributi universitari, per tutti i corsi di cui all’articolo 3, comma 1, 2 e 3, gli studenti beneficiari delle borse di studio e dei prestiti d’onore, nonché gli studenti risultati idonei al conseguimento delle borse di studio concesse dalle regioni e dalle province autonome che per scarsità di risorse non siano risultati beneficiari di tale provvidenza e gli studenti in situazione di handicap con un’invalidità riconosciuta pari o superiore al sessantasei per cento.”

Percentuale di invalidità civile uguale o superiore al 74%:

ANCHE concessione di Assegno Mensile di Assistenza; nel 2020 l’INPS corrisponde 13 mensilità di € 286,81, ma solo se il reddito personale del 2019 è stato inferiore ad €4.926,35;

Percentuale di invalidità civile del 100% (Invalidi Civili Totali)

ANCHE esenzione dal ticket farmaci;
ANCHE Pensione di Inabilità consistente in 13 mensilità di € 286,81; il limite di reddito per il 2019 è fissato in €16.982,49

Con il decreto agosto scatta l’aumento per la pensione di invalidità. L’aumento della pensione di invalidità per gli invalidi al 100% sarà di oltre il doppio, considerando che passerà dagli attuali 286,81 euro a 651,51 euro.

Anche la Pensione di Inabilità non è reversibile.

Al compimento dei 65 anni e 7 mesi di età (e questo a partire dal 1° gennaio 2017), Assegno Mensile di Invalidità o Pensione Invalidi Civili Totali si trasforma in Assegno Sociale; attenzione però: può accadere che si abbia diritto contemporaneamente a pensione contributiva, quindi si potrebbero superare i limiti di reddito indicati sopra; in questo caso la corresponsione della provvidenza economica viene sospesa;

Ti invitiamo a consultare inoltre il testo della legge 104 che dà delle tutele maggiori ai lavoratori e sgravi fiscali. 

Patente

Ci sono casi in cui, facendo domanda di invalidità, la ASL comunica alla commissione patenti del tuo comune di appartenenza la necessità di farti fare una visita per il rilascio di una patente speciale (che può prevedere delle limitazioni, come ad esempio il divieto di percorrere l’autostrada) da rinnovare ogni due anni o ogni anno. Può sembrare un motivo per non fare domanda di invalidità, in realtà se succede qualcosa alla guida non sappiamo quanto l’assicurazione sia disposta a pagare i danni a terzi e cose.

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