20 Segnali Inaspettati della Depressione Bipolare: seconda parte

Di Julie A. Fast

Se sei in grado di identificare i tuoi sintomi depressivi prima di stare male, puoi gestire questa malattia in modo molto più efficace.

Ben tornati! Clicca qui per leggere la prima parte.

Oggi continuo la mia lista dei 20 segnali inaspettati della depressione bipolare.

Altri 10 segnali della depressione bipolare:

1.La felicità non riesce a farsi strada nella tua mente. Vedi qualcosa che sai che ti dovrebbe portare felicità, come vedere tuo figlio, o un animale, o un film divertente, ma c’è un muro alto due metri tra te e la gioia.

2. Smetti di dedicarti ai tuoi hobby, ti sembrano inutili e una perdita di tempo. Non ti danno più piacere.

3. Sei sospettoso e vedi il comportamento degli altri in modo negativo. Se qualcuno ti dice qualcosa di carino, probabilmente vogliono qualcosa da te! (Questo può anche essere un segno di psicosi. Se hai davvero la sensazione che gli altri ti guardino, che ti filmino o che ti seguano per farti del male, si tratta piuttosto di paranoia che di sospetto depressivo.)

4. Sei preoccupato. Molto preoccupato. Senti che le cose non vanno come dovrebbero. Sfortunatamente esterni vocalmente le tue preoccupazioni con frasi del tipo: “Non troveremo mai parcheggio” o “Non ha senso andare. Ci sarà una fila lunghissima da fare e il cibo non è neanche tanto buono.”  Alle persone che frequenti questo sintomo piace davvero poco.

5. Nel profondo ti senti completamente sopraffatto e logorato dalla vita. La vita è dura. La vita sembra difficile. Leggi le notizie e ti confermano proprio quello che senti dentro. Il mondo sta andando a rotoli e non c’è niente che possiamo fare al riguardo.

6. Prendi qualcosa di bello e adorabile e lo trasformi in qualcosa di sporco e senza valore. Trovare qualcosa di carino da dire sembra inutile. Dici: “Questa è solo la mia opinione. Devo essere sempre il Sig. Felice?!”

7. Sei cattivo. Semplicemente cattivo. Tu vuoi dire la verità, mettere le cose in chiaro, dare alle persone ciò che meritano, semplicemente affermando la tua opinione. Le persone sono sconvolte da quello che dici e tu non riesci a capire il perché.

8. Rinunci alle cose quando ti senti a disagio o quando qualcosa ti fa incazzare. “Questo ristorante è troppo rumoroso e questo cameriere sfacciato mi ha rotto. Andiamo via!”

9. Puoi essere fisicamente aggressivo. Prendi a calci le cose, sbatti le porte, colpisci i muri, spingi un po’ troppo forte contro qualcuno. (Come hai letto nella prima parte dell’elenco, se c’è molta energia in concomitanza a questi sintomi, c’è la possibilità che si tratti di mania disforica e non solo di depressione irritata.)

10. È molto, molto difficile per te riconoscere che sei malato. Quando sei depresso gli altri intorno a te possono accorgersi che c’è qualcosa che non va, ma poiché quando hai sbalzi d’umore vi è una mancanza di consapevolezza di sé, ti senti normale e non riesci a riconoscere di essere malato. Questo porta a molte discussioni con persone che continuano a chiederti cosa c’è che non va.

 E con questi dieci sintomi ho completato l’elenco. Ora ti svelerò un segreto: ho scritto questa lista durante una fase depressiva particolarmente brutta. Ho avuto TUTTI questi sintomi in una mattina. Proprio tutti. So che questi sono i miei segnali di un episodio di depressione irritata. Non si trattava di un episodio maniacale perché non avevo i sintomi della mania associati allo stato misto.

Se sappiamo quali sono i nostri sintomi prima di ammalarci, possiamo gestire questa malattia in modo molto più efficace.

Se riconosci te stesso o una persona cara in questi sintomi, scrivili. Memorizzali. Quando si presentano di nuovo, sarai in grado di agire su di essi.

Sono stata scortese con una persona durante questo episodio e mi sono sentita male. Sapevo di essere malata e sapevo che dovevo stare attenta, ma questa malattia è dura! Mi sono scusata, poi ho cercato di gestire l’episodio e la sera stavo già bene.

Credo che la consapevolezza e la gestione dei sintomi siano il segreto della stabilità.

Clicca qui per leggere la prima parte.

Articolo di riferimento in inglese

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