Imaging del cervello e disturbo bipolare

Risonanza Magnetica di un Cervello - Imaging del Cervello e Disturbo Bipolare

Misurare i cambiamenti corporei e biochimici nel corpo è una fonte importante di informazioni, ma anche la tecnologia di imaging del cervello ci fornisce dati significativi sulle cause della depressione.

Le tecnologie di imaging del cervello sono un gruppo di tecniche non invasive che consentono agli scienziati di esaminare l’intero cervello o parti di esso senza dover eseguire un intervento chirurgico. Le procedure di imaging forniscono ai medici informazioni sulla struttura del cervello. Questi dati possono includere l’aspetto delle diverse parti dell’encefalo, nonché la funzione e il comportamento del cervello durante le diverse attività. Le tecniche di imaging strutturale producono fotografie o modelli del cervello. Al contrario, le tecniche di imaging funzionale producono “film” che mostrano come le varie parti del cervello interagiscono nel tempo. Le tecnologie di imaging funzionale, per rendere possibili questi filmati, dipendono dalle misurazioni del metabolismo cerebrale e dalle velocità del flusso sanguigno. Queste tecniche di imaging includono:

  • Tomografia assiale computerizzata (TAC): utilizza speciali apparecchiature a raggi X per misurare la quantità di radiazione assorbita in tutto il corpo di una persona. Questa misurazione viene utilizzata per creare un’immagine del cervello.
  • Imaging a risonanza magnetica (Magnetic Resonance Imaging, MRI): utilizza onde a radiofrequenza e un forte campo magnetico per creare immagini 3D al computer di organi e tessuti interni.
  • Tomografia a emissione di positroni (Positron Emission Tomography, PET): utilizza tracce di materiale radioattivo di breve durata (chiamato tracciante) per mappare i processi funzionali nel cervello. Questa tecnica consente agli scienziati di determinare i tassi metabolici del cervello misurando l’uso di ossigeno e zucchero nel sangue (glucosio). Le aree del cervello attive utilizzano più ossigeno e glucosio rispetto alle aree non attive. Un computer registra un’immagine 3D del cervello e le aree che stanno metabolizzando attivamente lo zucchero e l’ossigeno si “illuminano” con colori diversi.
  • Risonanza magnetica funzionale (fMRI): ci consente anche di determinare quali parti del cervello sono attive. Invece dei livelli di glucosio, la fMRI misura il flusso sanguigno. I magneti nello scanner fMRI utilizzano le proprietà magnetiche naturali del sangue e dell’acqua nel corpo e creano un render grafico a colori su un monitor. L’immagine fMRI mostra ai ricercatori quali aree del cervello hanno i flussi sanguigni più alti (più attività) e più bassi (bassa attività).
  • Elettroencefalogramma: si tratta di una misurazione dell’attività elettrica del cervello e mostra un segnale elettrico proveniente da un gran numero di neuroni. Posizionando gli elettrodi sul cuoio capelluto, i medici e i ricercatori ottengono una lettura in forma grafica piuttosto che un’immagine.
  • Magnetoencefalografia (Magnetoencephalography ,MEG): è una tecnica di imaging utilizzata per misurare i campi magnetici prodotti dall’attività elettrica nel cervello. È una tecnica potente perché misura l’attività cerebrale in corso calcolando millisecondo per millisecondo.
  • Spettroscopia nel vicino infrarosso (Near infrared spectroscopy , NIRS): è una tecnica ottica per misurare l’ossigeno nel cervello. Funziona emettendo la luce del vicino infrarosso (700-900 nm) attraverso il cranio e misurando la quantità di luce che ritorna dal cervello. La luce che ritorna dipende dalla quantità di ossigeno presente nel sangue, quindi è una misura indiretta dell’attività cerebrale.

Usando queste tecniche, i ricercatori hanno scoperto che le persone con depressione presentano minor attività in alcune parti del cervello. Gli scienziati pensano che la corteccia prefrontale ci consenta di regolare le emozioni. Più specificamente, ci aiuta a inibire le emozioni inappropriate o paralizzanti. Se la nostra corteccia prefrontale è meno attiva, le emozioni negative (come l’umore depresso) possono essere visualizzate più frequentemente e più intensamente. L’imaging cerebrale funzionale suggerisce anche che alcune parti del cervello lavorano più lentamente nelle persone depresse. L’attività in queste aree è collegata alla nostra capacità di concentrarci sul mondo esterno. Ciò può spiegare in parte perché le persone depresse si concentrano più sui propri pensieri e sentimenti interni che sull’ambiente circostante.

Stando ad alcune scoperte scientifiche, certe parti del cervello lavorano più duramente e forse più velocemente durante i periodi di mania. I ricercatori hanno riscontrato anomalie nelle aree del cervello di persone bipolari che sono importanti per la regolazione dell’umore e delle connessioni logiche tra linguaggio e memoria. Studi di questo tipo sono all’avanguardia e si spera che forniscano una comprensione precisa di quali parti del cervello sono più attive durante la mania e la depressione, e come i pazienti con disturbo bipolare “pensino diversamente” (se, in effetti, lo fanno) rispetto alle persone senza diagnosi bipolare.

Articolo di riferimento in inglese

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