Stato Misto Bipolare: l’Esperienza di Kimberly

Io soffro di disturbo bipolare di tipo I con episodi misti. Ciò significa che posso avere periodi dove sperimento molti dei “classici” sintomi della mania: la frenetica energia fisica, l’irrequietezza, la necessità compulsiva di dare voce al torrente di pensieri che mi passano per la testa (che mi provoca un eloquio rapido e talvolta quasi incomprensibile), l’impulsività spericolata in attività piacevoli, il sentirsi grandiosa come se avessi un qualche tipo di capacità o potere superiore alle altre persone, ecc.

Con gli episodi misti (noti anche come mania disforica), ho anche molti dei sintomi della depressione, come sentimenti di disperazione, una certa sensazione di incapacità nel combattere la mia malattia, una irrazionale e inesorabile paura del mio futuro e su come avere il disturbo bipolare possa influire su di esso, pensieri suicidi, ecc.

La parte in cui il tutto diventa terrificante è quando i miei pensieri cupi e neri diventano vorticosi con una intensità simile ad un tornado forza 5. Non c’è nessun posto dove nascondersi. Abbattono la casa e distruggono ogni barriera protettiva che ho a disposizione, lasciandomi completamente vulnerabile davanti all’attacco implacabile della raffica di pensieri e idee in corsa. Di tanto in tanto anche la psicosi entra in gioco, quindi anche la paranoia può diventare un problema per me.

È come se una manichetta antincendio di pensieri mi puntasse contro e non riuscissi a muoverla o a spegnerla. I pensieri sono “rumorosi” in un modo non udibile, e impossibili da ignorare. A volte non riesco a concentrarmi su nulla perché tante cose mi passano per la testa contemporaneamente. Ho paura e sono terrorizzata dal fatto che i pensieri non si fermeranno, o che non sarò in grado di sopportarli. Temo di perdere davvero la testa.

Accendo la musica nella mia macchina, nelle mie orecchie, nella mia stanza, solo per cercare di soffocare metà dei pensieri e rallentarne il flusso. Aiuta a volte. Non dormo molto perché la parte maniacale non me lo permette e perché i pensieri mi tengono sveglia fino a tardi. Sogno di più in questo periodo che in qualsiasi altro momento perché il mio cervello non riposa anche se dormo. Posso iniziare una frase piangendo e ridere alla fine, con le lacrime che mi scorrono ancora sulle guance. Sono profondamente consapevole di come le persone mi vedono.

Questi sono episodi che possono portarmi in ospedale. Sono notoriamente considerati il tipo più pericoloso di episodi per le persone con disturbo bipolare perché si hanno tutti i sintomi depressivi deformati, combinati con l’energia per mettere in pratica le idee che ti vengono in mente. La maggiore impulsività che provo quando vengo colpita dai sintomi che ho descritto sopra è profondamente problematica per me, quindi scelgo il ricovero quando vedo che la faccenda si fa seria.

Voglio che le persone sappiano come ci si sente. Nel corso degli anni mi sono ritrovata a cercare freneticamente sul web le descrizioni altrui di episodi misti, e ho trovato materiale tristemente carente. Ci sono molte descrizioni cliniche scritte da persone che chiaramente non hanno mai vissuto un episodio misto, ma anche alcune davvero preziose scritte da persone che sanno cosa vuol dire averne uno.

Non sei solo. Ci siamo anche noi.

La mia citazione preferita è tratta dal libro e film di Carrie Fisher “Postcards from the Edge” (Cartoline dal limite), quando descrive il suo personaggio semi-autobiografico, Suzanne. Mi ha colpito e mi ci ritrovo davvero molto:

“Voleva essere tranquilla, essere qualcuno che faceva passeggiate nel sole del tardo pomeriggio, ascoltando gli uccelli e i grilli e sentendo il mondo intero respirare. Invece, viveva nella sua testa come una pazza rinchiusa in una torre, sentendo il vento ululare tra i capelli e aspettando che arrivasse qualcuno che la salvasse. Che la salvasse dal sentire le cose in modo così profondo da sentire le ossa bruciare. Aveva molte prove del fatto che la sua fosse una bella vita. Non riusciva proprio a percepire la vita che sentiva di avere. Era come se avesse il cancro della prospettiva.”- Carrie Fisher

Articolo di riferimento in inglese

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