Crazy in love

Se siete dei bipolari da manuale tanto quanto lo sono io, sapete benissimo che uno dei fardelli più ostici da portare sul groppone è il rimuginio costante, specie quando si sta affrontando un periodo di depressione.

La mia mente da qualche mese continua a ripetere in loop tutto ciò: “Sei brutta, sei grassa, non sei abbastanza intelligente, stai perdendo le tue facoltà cognitive, sei inutile, nessuno si innamorerà mai di te, resterai da sola per il resto della tua vita, sei un peso per gli altri, eccetera.

Tutti i santi giorni la mia mente non riesce a non infliggere al mio amor proprio queste frustrate, e benché la psicoterapia in qualche modo allevi il dolore, non riesco a trarne un insegnamento efficace che sia in grado di spezzare la catena di offese che mi scaravento addosso ciclicamente.  Questi pensieri avvelenati hanno cominciato a prendere forma dopo la fine dell’ennesima relazione, una fine non voluta da me ma dalla persona di cui mi sono innamorata dopo dieci anni di piattume emotivo. Il rifiuto da parte della persona amata è un pugno allo stomaco per chiunque, bipolari e non, ma penso di poter affermare con una certa cognizione di causa che i tempi di ripresa per chi soffre di una malattia mentale siano generalmente molto più lunghi. Nel mio caso diciamo pure biblici.

La verità è che dopo cinque mesi di sabotaggio della mia autostima, mi sento molto stanca. Sono stanca di me stessa, stanca di essere come paralizzata nell’affrontare la quotidianità e nel programmare il futuro perché non mi sento abbastanza. E come se non bastasse, la totale apatia è tornata a farmi visita. Non riesco più a trovare soddisfazione in qualsiasi cosa io faccia, e quindi non faccio, semplicemente sto. Sto nel divano dalle 8:00 alle 18:00 e nel letto dalle 18:00 alle 7:00. Ecco, mi concedo giusto un’ora in piedi per sistemare casa e qualche intervallo per portare fuori il mio cane Ugo. Possibile che la mancanza d’amore nella mia vita mi debba annientare in questo modo? Possibile che non ci sia una via per sentire meno il peso della solitudine? Possibile che io non riesca a riprendermi ciò che è mio e che mi fa stare bene a prescindere dal rapporto che ho con gli altri? Quanto può mai durare un sentimento? Ho bisogno di saperlo. Perché ho una vita che mi aspetta.

Oggi più che mai sono io ad aver bisogno di voi e dei vostri commenti. Cosa ha funzionato per voi? In che modo avete gestito una situazione analoga alla mia? Che cosa vi aiuta di più a superare i momenti di down?

Attendo speranzosa i vostri commenti.

6 commenti

  1. Ciao Giulia,
    una cosa che mi ha aiutato tanto quando ho avuto una fase di depressione molto pesante a 18 anni è obbligarmi ad uscire di casa e fare lunghe passeggiate nei boschi vicino casa con la mia cagnolina. Era un modo per far volare via i brutti pensieri, era un modo per non pensare, per concentrarmi sugli altri sensi, l’aria sul viso, il sole primaverile sulla pelle, il cielo azzurro e il verde dei prati.
    Era un modo per prendere un respiro da tutto quel buio.
    Tieni duro Giulia, non puoi mollare
    Gloria

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  2. Cara Giulia, innamorati di un profumo, di una rosa, del volto di un bambino. Ama chi ti sta intorno, le cose, gli animali. L’amore è tanto e diverso.
    E poi muoviti, cerca quello che ti piace, progetta, inventa… Puoi farlo. Non stare mai ferma. Ci vuole azione.
    E poi medita, concentrati sul respiro. Calma la mente. Tutto passa e scorre. Non puoi trattenere le nuvole e l’acqua di un fiume. Lascia andare…
    Ti abbraccio,
    Daniela

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    • Ciao Giulia, anch’io bipolare da manuale, mamma di tre figli con suoceri inconsapevoli del mio vero male e genitori lontani (anche a causa di questo male). Dopo due anni di fase depressiva e diverse terapie tentate ora sto meglio… la grazia nella mia vita sono i miei figli mio marito e la Fede che è la corda che mi tiene stretta alla realtà… ma un’amica mi ha da poco consigliato un libro che se può essere prezioso e utile per i cosiddetti “normali” tanto più lo può essere per noi che magari del tutto o a volte normali non siamo. e lo dico con orgoglio! Di Wayne Dyer “Il tuo sacro io”

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  3. Io sono un po’ lento a capire certe situazioni, e sono spesso egoista e con una visione personale chiusa. Le persone per me sono un enigma indecifrabile. Ma quando non sto bene, esco e mi compro qualcosa. Una cosa qualsiasi, il più delle volte abbigliamento, mi fa sentire meglio. Sento la novità, che il tempo non si è fermato, che scorre ancora in avanti, che tutto può cambiare, mentre mi cambio letteralmente di “abito”. Perché abitare vuol dire anche stare, e un nuovo look è una piccola rinascita ogni volta. Questo nuovo oggetto che entra in casa mia mi ricorda del movimento che ho fatto per averlo e dello sforzo mentale e fisico per ottenerlo. Quando finisce un periodo importante, ne inizia uno nuovo. Più o meno importante, sei tu che gli dai il giusto peso.

    R.G.

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  4. Le tue parole arrivano dirette , chiare e penetrano in profondità . Hai una lucidità e una sincerità che non è facile trovare, e il modo in cui riesci a dare voce a ciò che provi lascia il segno. Non ho vissuto esattamente quello che descrivi, ma qualcosa in me ha risuonato, e ho sentito il bisogno di restare su ogni riga. J.S

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