Arrendersi? Mai.

“La malattia e le necessarie cure farmacologiche hanno influito negativamente sulle capacità adattive della paziente che presenta sintomi negativi ingravescenti con difficoltà di reinserimento in una vita produttiva efficace. Il tipo di disturbo dal quale la Sig.ra Righi è affetta è da considerarsi cronico ed irreversibile.In fede,Dr. XXX.”
Questa è la parte finale del referto che ha redatto il mio psichiatra il 10 luglio del 2020.

Queste parole le ho rilette centinaia di volte da allora, parole che hanno pesato su di me come un macigno e che per tanto tempo ho creduto che mi descrivessero in modo definitivo.

Ma poi ho deciso di non arrendermi e di cominciare a lavorare per la mia vita produttiva efficace.

Nel 2024 credo di essere arrivata molto vicina alla meta. Mi sto impegnando da tempo per riuscire a riacchiappare quella parte della quotidianità che la malattia mi aveva tolto, quella quotidianità fatta di rapporti sociali, di passioni, di risate e ora finalmente ci sto aggiungendo anche un lavoro intellettivamente stimolante.

Non posso dire con estrema sicurezza che quello che ho costruito fino ad ora non sia l’ennesimo castello di sabbia, che non arriverà un’altra crisi a portarmi via tutto. Però, quello che oggi so con estrema sicurezza è che se dovessi finire nuovamente in SPDC per un nuovo episodio di psicosi, troverò comunque la forza per rimettermi in piedi. Ormai sono diventata cintura nera di ripartenza.

Con questo vi voglio dire di non lasciarvi mai definire dalla vostra diagnosi. Non lasciate che la malattia vi dica chi potete e non potete essere. Ovviamente, nel momento in cui vi credete Dio, forse c’è qualcosa che non va.

Non smettete di lavorare su di voi e di seguire la vostra terapia, che sia farmacologica o di psicoterapia, o entrambe. È questa la chiave principale per stare bene e alzare un bel dito medio in faccia a quel maledetto disturbo bipolare. E stare bene, credetemi, si può. Non è una chimera.

Ve lo dice in questo video anche Ellen Forney, fumettista americana alla quale è stato diagnosticato il disturbo bipolare di tipo 1. Mio punto di riferimento, insieme a Kay Redfield Jamison, da quando ho scoperto di fare parte del club degli svalvolati.

Se avete problemi con l’inglese, da YouTube potete attivare i sottotitoli automatici in italiano.

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