Medaglie

La verità? La verità è che vorrei una maledettisima medaglia, anzi vorrei una serie di medaglie e addobbarmi come un albero di natale. Vorrei uscire fuori e guardare agli altri tenendo la testa alta perché mi sono rialzata dal baratro cento volte. E perché ogni volta che ci ritorno e che la morte mi sussurra all’orecchio io le sbatto contro un “NO” urlato a 1000 decibel. Vorrei una medaglia per dover affrontare tutti i giorni l’idea che non avrò mai dei bambini. Per affrontare l’idea che non li potrò neanche mai adottare. Per conservare dietro di me quella microscopica speranza che un giorno forse inconterò un uomo con il quale poter ridere e che mi ami e non mi lasci sola. Una medaglia per cercare di lavorare al massimo delle mie possibilità, nonostante i pensieri intrusivi, nonostante l’offuscamento delle medicine, nonostante la mia autostima che soffre di un acuto nanismo. Vorrei una medaglia per l’impegno che ci sto mettendo per salvare quello che è rimasto dei miei sogni, una medaglia per tutte le volte che ho allontanato chi non mi vuole abbastanza bene e che non ha stima nei miei confronti. Una medaglia per essere sopravvissuta a Thuir. Una medaglia per affrontare tutti i giorni gli sguardi di quelle persone che mi deridono alle spalle e per chi mi mostra in modo diretto la sua pietà nei miei confronti.

Compito di Natale: pensate alle medaglie che vorreste voi, e se vi va condividete nei commenti.

4 commenti

  1. Grazie Giulia per le informazioni, per le testimonianze, per mettere a nudo te stessa consentendo ad altri di sentirsi compresi, grazie per avere reso comprensibile un argomento tabù o meglio (anzi peggio) un argomento per cui ancora c’è pregiudizio ed ignoranza. Sei esemplare. Paola Inviato da Outlook per Androidhttps://aka.ms/AAb9ysg ________________________________

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  2. Ciao Giulia,

    Seguo il tuo consiglio di elencare le medaglie che vorrei. Sicuramente ne vorrei una per la pazienza che ho sviluppato nel tempo, una per l’accettazione del mondo così com’è, che ancora non è il momento di ricevere per me, ma la guadagnerò, col tempo. Ne vorrei un’altra per essere cresciuto nonostante le difficoltà, gli errori e le sfighe. Una la vorrei per la mia infinita memoria che batte di brutto l’intontimento dei medicinali. Ma soprattutto, una la vorrei per la mia resistenza e per la mia visione del mondo, una doppia medaglia, che mi ha permesso di conoscerti.

    Resisti, combatti e vinci. E le medaglie arriveranno, più di quante immagini.

    R.G.

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  3. una volta, una mia amica che aveva avuto un tso, mi chiese sbigottita come avevo fatto io con ben tredici tso alle spalle a riprendermi ogni volta.

    ho sempre ricominciato a vivere non senza passare attraverso altrettante fasi depressive l.

    periodo di mania – tso – depressione – ripresa.

    esco da un periodo di circa cinque mesi dove la fase maniacale ha lasciato il posto dopo un tsv (il secondo in tre anni) ad una coda ipo maniacale.

    sicuramente, essere riuscito a “consegnarmi” alle cure senza l’intervento coatto è stato già un grande successo e per questo forse ci può stare una medaglia.

    ho 57 anni e non ho mai mollato, pur condividendo la mia pace interiore con un mostro irriguardoso, il disturbo bipolare di tipo I.

    un mostro che ha reso la mia vita piuttosto difficile e con il quale sto lottando ancora oggi.

    lo sconforto, che segue la mania con i suoi deliri di onnipotenza, è totalizzante, ma io sono ancora qui a testimoniare la mia esperienza e il mio percorso di Recovery.

    per tornare alle medaglie ne vorrei almeno quindici, quanti in tutto sono i ricoveri.

    come un muletto, trascinandomi anche, ogni volta ho ricominciato a vivere senza mai perdere la fiducia di poter trovare quella stabilità che da anni inseguo.

    da circa un anno ho intrapreso un corso di formazione come ESP, esperto nel supporto tra pari, per accogliere all’SPDC dell’Ospedale dei Castelli di Ariccia le persone che per la prima volta entrano in contatto con il disagio psichico.

    sono ancora combattuto all’idea di prestare la mia esperienza in un ambito che mi tiene inchiodato alla sfera psichica da cui talvolta sento la necessità di distanziarmi.

    Mentre cerco di capire cosa è meglio per me, partecipo una volta al mese allo sportello che con l’associazione AttivaMente abbiamo aperto.

    insomma dí medaglie ce ne sono, ma so che sono proprio io che dovrei darmele.

    io che sono il mio peggior nemico.

    per questo è arrivato il momento di volermi bene, di concedermi la benevolenza che il mio tribunale interno sembra voglia sempre negarmi.

    è arrivato il momento di cambiare e lasciare che i macigni che trascino da troppo tempo vengano gentilmente lasciati sulla terra.

    io voglio andare avanti.

    con fiducia!

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