Ciao a tutti,
torno a scrivere dopo più di un anno dalla mia assenza, perché sento l’esigenza e il dovere di condividere con la piccola comunità che segue il blog alcune mie opinioni e esperienze riguardanti la malattia che credo possano fare bene a molti.
1. Nonostante la maggior parte di noi assuma quotidianamente la propria terapia farmacologica, e per questo è in qualche modo costretto a pensare alla propria condizione tutti i giorni, è bene sforzarsi di virare il pensiero dalla malattia cercando di ricordare cosa ci faceva stare bene prima che ci ammalassimo. E di conseguenza, agire. Ognuno di noi ha coltivato delle passioni nell’arco della sua vita, non lasciatele svanire, riprendetele per mano e camminate insieme a loro. Anche se ciò vuol dire dedicarcisi una volta alla settimana, o una volta al mese, o una volta all’anno. Non c’è niente di più terapeutico. D’altra parte, cercate di non esagerare. Se le vostre passioni e il vostro divertimento vi tolgono il sonno, allora c’è qualcosa di sbagliato ed è il caso di chiedere aiuto. Ve lo dice una che ha alle spalle diversi TSO per crisi maniacali. Come dicevano gli antichi greci, seguite le vostre passioni nella giusta misura. Il vostro equilibrio psicologico ve ne sarà immensamente grato.
2. L’aiuto dello psichiatra è importante e fondamentale, quello dello psicoterapeuta forse anche di più. Se avete poche risorse economiche, potete chiedere al vostro CSM di zona che vi venga assegnato uno psicologo/psicoterapeuta della sanità pubblica.
3. Da qualche anno a questa parte ho deciso di smettere di nascondere la mia diagnosi: con gli amici, nei rapporti sentimentali, sul lavoro, sui social. Ma anche con chi conosco da cinque minuti. Ho adottato questa politica della più totale e forse eccessiva e non richiesta trasparenza perché mi sono posta come obiettivo quello di sensibilizzare quante più persone sulla tematica della salute mentale. Perché c’è ancora troppa puzza di stigma in giro e a volte quel tanfo rende l’aria irrespirabile. È agghiacciante che nel 2024 le persone vengano derise, bullizzate, offese ed emarginate a causa del proprio disagio psicologico. Quindi la mia continuerà a essere una lotta ad oltranza, finché campo. Non mi interessa se non produrrà risultati, almeno ci avrò provato.
4. L’aiuto dello psichiatra è importante e fondamentale, quello dello psicoterapeuta forse anche di più. Se avete poche risorse economiche, potete chiedere al vostro CSM di zona che vi venga assegnato uno psicologo/psicoterapeuta della sanità pubblica.
5. I rapporti con gli amici, i partner e la famiglia sono difficili, è vero. Ma non impossibili. Fate quanto vi è possibile per coltivare delle buone relazioni umane, perché fanno davvero la differenza. E non abbiate paura di mostrare loro il vostro lato più oscuro, quello che in genere si tende a celare, perché chi vi vuole bene c’è sempre e comunque. Anche contare solo sul supporto una persona cara quando ce n’è bisogno, vi porta ad uscire molto prima dalla depressione.
6. Sapete qual è il gelato preferito dai maniaco depressivi? Il bipolaretto.
7. Spiegazione punto 6: da qualche tempo ho adottato, o meglio, riadottato ĺdue pratiche che sono assolutamente efficaci nei periodi di down: la sdrammatizzazione e l’autoironia. Provare per credere.
8. Vedi punto 2.
9. Spesso i nostri pensieri si ammalano perché non siamo in grado di gestire le nostre emozioni. Non controlliamo le emozioni e di conseguenza perdiamo il controllo dei nostri pensieri. Quindi andate al punto 2 e fatevi aiutare.
10. Si nota che sono stanca e che ho (per ora) esaurito gli argomenti? Tornerò presto con qualche altra perla (di saggezza?) nascosta nei meandri di questo cervello al litio. E perché no, anche con qualche altra traduzione magari.
11. Se la battuta sul bipolaretto vi ha fatto schifo, vi consiglio di evitare di leggere il punto 12.
12. Sapete come sentono le voci i bipolari in psicosi? Una a destra e una a sinistra.
Stasera sicuro che c’è qualcuno che smette di seguire il blog…
A presto svalvolati.
Ciao Giulia,
Ho scoperto il tuo blog qualche tempo fa, ma solo oggi l’ho spulciato meglio in cerca di conforto.
Perché nonostante la vicinanza dei cari e il graduale allontanamento degli amici che sono i primi a stigmatizzare, la malattia è sempre presente. È lì che ruga e solo in questi giorni sento che ho il controllo delle mie azioni e un pochino anche delle mie emozioni.
Mi fa tanto piacere che hai scritto oggi dopo tanto tempo perché è proprio il giorno che ho capito come sono e sicuramente l’ho compreso di più dopo anni di domande,dubbi,dilemmi,doti, distrazioni.
Grazie davvero perché non mi sento più come prima, so che c’è un’altra persona che si sente come me, e questo mi dà tanta forza.
Sai chi mangia i bipolaretti?
L’orso bipolare
Questa era una freddura!
Mi raccomando continua perché fai del bene!
Ciao!
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grazie mille dei suggerimenti e consigli, apprezzo e condivido in pieno:)
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Ciao Giulia, che bello leggere questo blog che ho scoperto da poco! Continua così
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